“Il comparto agricolo del Vulture-Melfese chiede attenzione e risposte certe in relazione all’annunciata crisi idrica”. La denuncia

Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato stampa a firma di Alessia Araneo e Viviana Verri (Consigliere regionali M5S Basilicata).

Scrivono le consiglieri regionali:

“Apprendiamo a mezzo stampa del superamento della crisi da parte della maggioranza: tutto decisamente irrituale, oltre che profondamente irrispettoso nei confronti della comunità lucana.

Il partito di maggioranza relativa ha infatti aperto una crisi all’interno del Consiglio Regionale, paralizzando di fatto i lavori, ma l’ha chiusa altrove, nel segreto di una stanza. Dov’è finito il linguaggio della chiarezza e della verità puntualmente esibito dal consigliere Napoli?

Tutto questo lascia pensare che la crisi di maggioranza non riguardasse gli interessi delle lucane e dei lucani, ma solo ed esclusivamente quelli di partito. E il solo fatto di aver anteposto l’interesse di una parte a quello della Regione da me amministrare è segno di un primo fallimento.

Se, da un lato, l’apertura e la chiusura della crisi raccontano l’inadeguatezza di questa classe dirigente mista (che si scompone e ricompone in base agli opportunismi politici); dall’altro, si certifica la totale assenza del presidente di Regione, il quale, non solo sembra non aver toccato palla, ma continua a rimanere in silenzio rispetto alle esigenze del territorio.

Da settimane, infatti, il comparto agricolo del Vulture Alto Bradano chiede attenzione e, soprattutto, risposte certe in relazione all’annunciata crisi idrica, che rischia di determinare la scomparsa di uno dei settori più produttivi della regione.

Così, dopo l’improvvida apparizione di Bardi a Lavello di qualche settimana fa, oggi apprendiamo che, su proposta del Ministro della Protezione Civile Nello Musumeci, è stato prorogato per 12 mesi lo stato di emergenza in relazione alla situazione di grave deficit idrico in atto nel territorio della Regione Basilicata servito dallo schema del Basento-Camastra, relativamente ai comuni di Potenza e degli altri 28 centri serviti all’invaso.

La situazione non è migliore nel Metapontino, dove gli agricoltori sono alle prese con i razionamenti di acqua per uso irriguo a causa delle scarse disponibilità di risorsa idrica.

Come se ciò non bastasse, laddove si potrebbe recuperare acqua la si butta letteralmente a mare: la traversa sul torrente Sarmento, infatti, che dovrebbe servire proprio a convogliare le acque del fiume nella diga di Senise è aperta mentre la canalizzazione dell’adduttrice è chiusa.

Il risultato è che la preziosa acqua che potrebbe offrire sollievo ai campi assetati, va a finire nel fiume Sinni e poi nel mar Jonio anziché nella diga.

Un vero e proprio paradosso anche alla luce delle abbondanti precipitazioni degli ultimi giorni.

Posto che, in tempi non sospetti, abbiamo già sollecitato il presidente Bardi a conferire in Consiglio rispetto all’emergenza idrica, certo non superata da tre giorni di neve, ci chiediamo perché il Presidente non abbia chiesto di estendere lo stato di emergenza a tutti gli schemi idrici di Basilicata.

Ancora una volta, la scelta di operare per segmenti denota la persistente assenza di visione di questo governo.

La crisi che ieri ha riguardato il Camastra, oggi interessa anche il bacino dell’Ofanto e domani potrebbe estendersi altrove.

Un buon governo politico sa guardare a domani, governare il presente per indirizzare il futuro; il governo Bardi aspetta che “passi la nottata”.

Quanta acqua dovremo ancora disperdere prima di vedere il generale in azione?

Come Presidente, Bardi non è riuscito a fare quello che con una buona programmazione e con tutte le linee di finanziamento disponibili avrebbe potuto e dovuto fare.

A fronte di questa difficoltà, abbiamo sperato che, almeno con i poteri straordinari del commissario, potesse agire in modo efficace e tempestivo.

E invece no.

Bardi e tutto il governo regionale di centrodestra chiedano subito la dichiarazione dello stato di emergenza per tutta la Basilicata.

L’auspicio è che con i poteri del commissario possa implementare immediatamente i lavori per la diga del Rendina, per cui è finito il tempo degli annunci.

La crisi sarà pure superata (forse), ma i problemi della Basilicata persistono, anzi aumentano inascoltati.

E, tra poco, l’unica acqua che rimarrà sarà quella per piangere”.