“Per il terzo anno consecutivo l’Amministrazione comunale di Melfi aumenta la Tari”. Ecco la denuncia

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa da parte del gruppo consiliare del Partito Democratico di Melfi:

Per il terzo anno consecutivo l’Amministrazione comunale di Melfi aumenta la TARI (solo di quest’anno circa il 10%!) su utenze domestiche e piccole attività economiche (artigiani, commercianti e piccole imprese) e regala nuove riduzioni ai grandi gruppi industriali dell’area di San Nicola di Melfi, a cui in questi anni si sono ridotti di molto i costi per lo smaltimento dei rifiuti.

Noi pensiamo che il carico ambientale prodotto sulla collettività dalla grande industria sia notevolmente diverso da quello delle famiglie e delle piccole realtà artigiane, commerciali ed imprenditoriali.

Una logica, quella della maggioranza, che non condividiamo e che non abbiamo applicato quando eravamo al governo della città.

Scaricare gli aumenti sulle categorie economiche più fragili è assolutamente sbagliato, iniquo ed ingiusto.

Non ci si può nascondere dietro vincoli tecnici e normativi quando invece trattasi di evidenti e discrezionali scelte politiche di questa Amministrazione comunale.

Non è di certo per qualche decina di migliaia di euro in più di TARI per qualche grande colosso industriale presente che dipende la salvaguardia o meno dei posti di lavoro della zona industriale di San Nicola di Melfi.

Far passare questo messaggio, da parte della maggioranza di centrodestra, è del tutto fuorviante e fantasioso, infatti nonostante i notevoli sgravi sulla TARI ricevuti in questi tre anni le grandi aziende industriali non solo continuano a scegliere di smaltire i rifiuti con un proprio gestore privato (facendo così perdere rilevanti introiti nelle casse comunali), ma questi sgravi non hanno minimamente prodotto miglioramenti in termini occupazionali, ma anzi…

Infatti è sotto gli occhi di tutti le migliaia di posti di lavoro persi in questi ultimi anni.

A noi stanno a cuore gli interessi economici delle famiglie e non temiamo di dire ai grandi gruppi industriali che devono pagare di più!”.